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Unicredit in Sicilia: 2 miliardi per le imprese

Pronta la smentita arrivata da Unicredit per quanto riguarda il problema di credit crunch dell’istituto nella Regione. “Non esiste alcuna preclusione in UniCredit a fornire supporto alla Regione Sicilia o ad altre Regioni”. LA nota ufficiale parla del fatto che ad essere rispettata, non è una linea non ufficiale, o una politica interna del gruppo, come inizialmente sospettato dalla stampa, ma le sole leggi nazionali che regolano i finanziamenti. “Finanziamo e continueremo a finanziare le imprese in conformità ed entro gli spazi consentiti della normativa nazionale e con le consuete valutazioni di merito creditizio”. In breve i fatti: in Sicilia Unicredit gestisce la tesoreria della Regione e quindi molti hanno sospettato il fatto che il credit crunch segnalato da diversi imprenditori, in realtà non sarebbe stato altro che una politica adottata per sospetta insolvibilità da parte della regione. Nulla di tutto questo, anzi, le iniziative prese a favore dell’imprenditoria vanno anche al di là. Infatti sono previsti circa due miliardi di euro nell’arco di 2 anni, con scadenza 2015. Il problema del blocco avanzato dalla stessa Codacons in realtà è da farsi risalire alla normativa sulla certificazione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, una legislazione che prevede diversi paletti burocratici i quali rappresentano altrettante difficoltà per gli istituti eroganti. Anzi, per essere più precisi prevedeva dal momento che il cambio recentemente avvenuto permette di includere come certificabili anche crediti precedentemente esclusi, ampliando perciò il ventaglio dei rimborsi esigibili. Il tutto nel quadro più mpio lancitao dal governo per il saldo dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese italiane, l eprime vittime della crisi.